Mentre una parte del mondo celebrava la solennità del Natale al caldo e in famiglia, anche in Nigeria, così come a Gaza e in Ucraina, il Natale si è tinto del rosso del sangue.
A Plateau, in Nigeria centrale almeno 113 persone sono state uccise. Circa 20 villaggi sono stati attaccati da gruppi armati, probabilmente composti da pastori. Il 24 e 25 dicembre hanno visto lo scontro tra musulmani e cristiani che va avanti da anni.
Si tratta spesso di comunità di agricoltori, in maggioranza cristiani, e pastori della popolazione Fulani, in maggioranza musulmani.
Dopo aver invaso la comunità, gli armati ben coordinati, hanno aperto il fuoco sparando all’impazzata. Paul Dakete, presidente della Coalizione delle nazionalità etniche dei giovani di Plateau, ha parlato di “follia che deve finire”.
I feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Bokkos, Jos e Barkin Ladi, ha aggiunto Kassah.
Gli attacchi sono cominciati nel distretto di Bokkos per poi estendersi al vicino distretto di Barkin Ladi. Il governo ha promesso misure proattive per frenare gli attacchi. Anche Amnesty International ha denunciato l’accaduto su X, descrivendo il modus operandi dei gruppi armati, intento spesso anche a rapire la controparte di religione diversa.


