Euro 2026, un concorso per dare volto alle nuove banconote

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L’euro sta per cambiare. Nel 2026 arriveranno le nuove banconote ed il loro aspetto, il volto della moneta di scambio, potrà essere scelto fino ad oggi 31 agosto, in un sondaggio di Banca d’Italia, disponibile sul suo sito ufficiale. Si potranno votare i temi selezionati dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea: “Uccelli”, come simbolo di libertà, resilienza e ispirazione;“Cultura europea”; “Valori europei”; “Valori europei rispecchiati nella natura”; “Il Futuro ti appartiene”; “Mani: insieme costruiamo l’Europa”; “La nostra Europa, noi”; “Fiumi: acque di vita dell’Europa”.

Le prossime banconote europee “dovranno rappresentare la nostra comune identità europea”, sottolinea la presidente della Bce, Christine Lagarde.

Anche la Bce ha indetto un questionario rivolto ai cittadini dell’Unione europea, per comprendere quali disegni possano ben rappresentare l’Europa tra natura, monumenti e luoghi simbolo, ritratti, valori europei, scienze e progresso e, infine, arte.

Tra le preferenze fino ad ora espresse, in ogni categoria appaiono grandi nomi e celebri luoghi italiani. Ad esempio, i compositori Antonio Vivaldi, Giacomo Puccini, Niccolò Paganini ma anche Luciano Pavarotti. Come figure storiche e scientifiche rappresentative dell’Italia sono stati nominati Cristoforo Colombo, Galileo Galilei, Niccolò Copernico e Giulio Cesare. Tra gli scienziati c’è Leonardo da Vinci e il genio artistico Michelangelo.

Ma i partecipanti vorrebbero vedere sui tagli di banconote anche astronauti come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano.

Quanto ai monumenti, l’ interesse verte su Roma con il Colosseo, il Circo Massimo e il Vaticano (e la basilica di San Pietro). Non sono mancate all’appello la torre di Pisa, il duomo di Milano e il viadotto Genova San Giorgio di Renzo Piano.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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