Si avvicina il primo anniversario della morte di Elisabetta II. L’8 settembre sarà trascorso un anno dalla scomparsa della longeva monarca britannica, che ha governato per ben 70 anni. Già si fanno i primi bilanci del suo successore, re Carlo III, sovrano del Regno Unito e capo dello Stato di ben quindici Paesi.
A 74 anni Carlo, che è considerato un re “di passaggio” prima dell’incoronazione del suo primogenito William, quarantenne amato dal popolo, ha dato prova di una transizione serena, senza clamori o problemi.
Attento come sempre ai temi dell’ambiente, dell’agricoltura biologica e dell’educazione, il re che attualmente si trova nel castello di Balmoral, in Scozia, luogo in cui morì l’amatissima madre 96enne, dal 6 maggio, data della sua incoronazione, sta attuando il progetto di “svecchiare” la monarchia britannica.
Sicuramente meno amato della regina madre, il re vede però la sua popolarità in crescita. I sondaggi stabiliscono che il 55% dei britannici ha un’opinione positiva di lui, rispetto al 44% di un anno fa. Così Carlo III, caloroso verso i suoi sudditi in ogni viaggio, cerca di gestire il subbuglio del movimento antimonarchico, rinato dopo la morte di Elisabetta II.
Quest’ultimo lo attende all’arrivo di un viaggio istituzionale e si serve di striscioni, slogan e lanci di uova, per mostrare disappunto verso il monarca.
Dopo essere stato in Germania ed aver rimandato il viaggio in Francia per il subbuglio cittadino sulle pensioni, Carlo attende ora, di recarsi in Africa.
Il suo è un approccio globale e meno conservatore di quello della madre, tanto che ha già ricevuto Capi di Stato come il presidente Biden, leader Usa; il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, ed il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.


