Irriverente, sarcastico, leggero, ma terribilmente veritiero, l’ultimo romanzo di Marco Iannaccone, in arte Scarlet Lovejoy. ‘L’albero di Magnolia‘ è il quarto lavoro di scrittura che rientra nella saga ‘I quattro elementi di Partenope’, con chiaro omaggio alla città di Napoli.
In questo ultimo libro, fortemente autobiografico per gli spunti del narrato, Iannaccone affida il nome di Partenope al suo gatto.
Dopo ‘Domani è un altro giorno’, ‘Blu Partenope’ e ‘Il cielo sopra Napoli’, ‘L’albero di Magnolia’ pone l’accento su una 46enne scrittrice, imbrigliata in una vita sospesa tra sogno e dura realtà. Demmy, la protagonista vuole vivere grazie all’arte della scrittura, ma è ancora a casa della madre bofonchiona, donna dai capelli lunghissimi che segnano una sua cesura con la vita, quando ha scelto di non tagliarli più. Ha due fratelli e una cognata decisamente opportunisti, che in realtà non cedono minimamente al romanticismo, mentre Demetra è una donna che “sente” e “vede” tutto il mondo fuori e dentro sé.
Ma ha anche un amore finito male, con Ettore, che torna per caso a fare capolino nella sua esistenza, dopo averla costretta ad un triangolo scomodo con la madre di lui che diventa decisamente di troppo. Demetra riflette così sui legami familiari, sul momento in cui è necessario nella vita di un figlio, spiccare il volo per emanciparsi.
Il senso del fallimento aleggia nello spirito di Demmy che cerca intanto, di dare alla luce un altro romanzo, non solo per guadagnare, ma per mostrare a se stessa quanto vale, nonostante abbia poi deciso di soccombere ad un lavoro part-time in un call center.
La scrittura coniuga riflessione e divertimento insieme, perchè Iannaccone è in grado di toccare temi attuali ed importanti, senza renderli pesanti. Ragion per cui il cambiamento climatico, i diritti civili, soprusi della violenza e della storia, appaiono nel libro associati alle canzoni, di cui lo scrittore riporta i testi nel libro.
Al lettore, che può tranquillamente essere un giovanissimo, si presenta davanti, una antologia musicale e storica senza precedenti, che fa cultura in modo inconsapevole, approdando qui e lì anche nel mondo dei cartoni animati che tornano come utili riferimenti nella narrazione.
Lo scrittore riesce perfino attraverso l’inserimento del dialetto napoletano, a dare sprazzi di colore e vivacità al romanzo. Colloquiale in ogni singola pagina, Iannaccone ci lascia entrare naturalmente nella quotidianità di Demetra, come fossimo presenti accanto a lei, giorno dopo giorno.
La magnolia ben rappresenta la perseveranza e la dignità della protagonista che a metà romanzo sentenzia: “Qualcosa di bello prima o poi dovrá accadere”. Demetra cerca di non soccombere ai cliché della società che la vuole con un posto fisso, una famiglia tradizionale, ma si impegna solo nel inseguire la sua felicità, quella che per lei è vera e data dall’immaginazione della scrittura.
E fa i conti con ogni imprevisto della vita, perfino quello che rompe la somma gioia del terzo scudetto del Napoli e trasforma in un piccolo giallo la vicenda. La genesi del libro di Demetra arriverà da un inziale tentativo di riscoprire le sue radici nel passato della madre. Scoprirà di essere stata denominata con l’appellativo della dea protettrice delle messi, volutamente e da qui inizieranno una serie di piccole riconciliazioni con se stessa, che donano pace e sollievo al cuore.
Iannaccone, da bravo autore, inserisce in questo suo ultimo romanzo, diversione e profondità, con una scrittura più matura in cui presenta la sua personalità in cui è facile rispecchiarsi empatizzando.


