Ogni anno, il 3 maggio, si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, un momento per riflettere sull’importanza cruciale di un giornalismo libero e indipendente per il benessere di una società democratica. Istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa ricorrenza commemora l’anniversario della Dichiarazione di Windhoek, un documento redatto da giornalisti africani nel 1991 che sottolinea il ruolo fondamentale della libertà di stampa nel promuovere il pluralismo, l’indipendenza dei media e il buon governo. Un giornalismo libero e senza restrizioni è, infatti, la pietra angolare di ogni società libera. Esso permette ai cittadini di essere informati su questioni di interesse pubblico, di scrutinio del potere e di tenere i governi responsabili. Una stampa libera favorisce, inoltre, il dibattito aperto e la discussione critica, elementi essenziali per il progresso sociale e politico.
Nonostante la sua importanza fondamentale, la libertà di stampa è sottoposta a crescenti minacce in molte parti del mondo.
Reporter Senza Frontiere (RSF), anche quest’anno, ha stilato la classifica mondiale dei paesi e la loro libertà di stampa articolata in 180 posizioni.
E se nel 2023 per la nostra penisola i dati erano apparsi favorevoli facendole scalare 17 posizioni e arrivando al 41esimo posto, quest’anno, l’Italia ha perso ben 5 posizioni piazzandosi al 46esimo posto nella classifica.
Anche quest’anno le prime posizioni, sono occupate da Norvegia, Danimarca e Svezia. Cambiano, invece, rispetto allo scorso anno, i tre paesi in fondo alla classifica dove Vietnam, Cina e Corea del Nord hanno lasciato il posto Afghanistan, Siria ed Eritrea.
La libertà di stampa è un pilastro fondamentale di ogni società democratica e in Italia, come nel resto del mondo, è necessario un impegno costante per difendere questo diritto e garantire un’informazione libera e indipendente per tutti.


