Operai morti a Casteldaccia, erano senza maschera e lavoravano in subappalto

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Strage sul lavoro a Palermo. Cinque i morti soffocati dal gas in un intervento affidato in subappalto. Si trovavano senza maschere nel sottosuolo e sono deceduti uno dopo l’altro nelle fogne. Altri due restano gli intossicati dai liquami contenuti in vasca. Gravissimo uno dei superstiti. Il 62enne ricoverato con prognosi riservata al Policlinico di Palermo, ha superato la notte, ma è ancora intubato e ventilato per una grave insufficienza polmonare dovuta ai gas tossici inalati.

Oggi è stato indetto uno sciopero generale di 4 ore e di 8 degli edili e presidio davanti alla Prefettura alle 9.00, dopo che la procura ha sigillato i cancelli dell’impianto fognario in cui è avvenuto l’incidente. Intrappolati durante i lavori di manutenzione nella vasca dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Azienda municipale acquedotti (Amap) sulla Statale di Casteldaccia, le cinque vittime del lavoro sono entrate in distress respiratorio, prima di morire. A raccontarlo è Giovanni D’Aleo, lavoratore Amap, che ha dato l’allarme. Aveva sentito le urla dei colleghi in vasca.

Gli investigatori sono al lavoro per accertare responsabilità del decesso, acquisendo tutti i documenti relativi a ditta ed intervento di manutenzione della Quadrifoglio Group srl, che ha portato alla morte anche di uno dei titolari della società.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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