Sul tavolo del consiglio dei ministri a fine mese, prima delle elezioni europee, arriva il decreto legge sulla riforma della giustizia: “Conterrà anche importanti riforme sulla composizione e sul criterio di elezione del Consiglio superiore della magistratura, oltre ad altri principi che sono consustanziali al giusto processo e al sistema accusatorio”, ha dichiarato il Ministro alla Giustizia Carlo Nordio.
Riflettori accesi sulla separazione delle carriere di magistratura requirente e giudicante ed istituzione di un’Alta Corte per le valutazioni disciplinari. Approfittando dell’appuntamento decisivo la Lega avanza la sua proposta di inserire nella riforma anche la responsabilità civile dei magistrati. Permane invece, l’obbligatorietà dell’azione penale.
La riforma che va verso l’accelerazione, era già inserita nelle linee programmatiche del centro destra e reca la doppia firma di Nordio e Berlusconi. Viene ora considerata una vittoria della maggioranza, oltre che un’urgenza nazionale.
Restano delicati gli equilibri tra governo e magistratura alla luce anche del caso Liguria con Toti al centro. Il ministro della Difesa Crosetto, parla di pericolo di “un potere che non ha più controlli, in cui anche un singolo pm, se arrabbiato con qualcuno, può distruggerlo”. Gli replica il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Un ufficio di procura in inchieste come quella di Genova si muove con una collegialità: pensare che non ci sia significa non conoscere assolutamente i meccanismi della giustizia”.


