Morti bianche: i numeri tornano a salire nei primi mesi del 2024

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Le morti sul lavoro in Italia continuano a rappresentare una strage silenziosa, con una media di una vittima ogni giorno. Nel 2023, si sono verificati 1.046 infortuni mortali, ovvero 3 morti al giorno, un dato in calo rispetto ai 1.306 del 2021. Nei primi mesi del 2024, invece, i numeri tornano a salire.

Secondo i dati diffusi dall’Inail, nei primi due mesi del 2024 si sono verificati 119 infortuni mortali sul lavoro, un dato in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Ancora più allarmante è l’aumento degli infortuni mortali in occasione di lavoro, che sono stati 91, con un incremento del 24,7% rispetto al 2023.

Incidenti stradali, incidenti con i macchinari che si utilizzano e cadute dall’alto rimangono le principali cause di morte.

Le cause principali degli infortuni mortali sul lavoro sono: incidenti stradali (31,9%), cadute dall’alto (15,4%), macchine e attrezzi (11,7%), ipoxia (6,7%) e soffocamento (5,8%).

I settori più a rischio di infortuni mortali sul lavoro continuano ad essere agricoltura e silvicultura (20,2%), edilizia e costruzioni (18,4%), fabbricazione di metalli e prodotti in metallo (10,3%), trasporti e magazzino (9,8%) ed attività di rimozione rifiuti e bonifica siti (7,5%).

Le regioni italiane con il maggior numero di morti sul lavoro nel 2023 sono state la Lombardia (200) l’Emilia-Romagna (114) il Veneto (107), il Piemonte (97) e la Sicilia (96).

Governo e istituzioni devono, necessariamente, rafforzare le normative sulla sicurezza sul lavoro, aumentare i controlli e le ispezioni, investire nella formazione e nella sensibilizzazione. Spetta anche ai datori di lavoro garantire ambienti di lavoro sicuri, adeguare la formazione dei lavoratori ai rischi specifici, investire in tecnologie innovative per la sicurezza. I lavoratori, invece, devono seguire le norme di sicurezza, utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale, segnalare alle autorità competenti eventuali situazioni di pericolo.

Da ricordare sempre che, dietro ogni numero che si va ad aggiungere alla lista, c’è una storia tragica, quella di una vita spezzata e di una famiglia distrutta.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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